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28/09/2010 - Scompartimento d'autore

Di tre autori, facciamo una stazione!

di Manuela Gizzi


Paolini, Calzavara, Collodi, Paolini... Marco, Ernesto, Carlo, Marco...
Proprio così, come un convoglio a tre carrozze. Ma che carrozze! Non intuite il senso? Binario Illegale, Stazione di Mestre, Un romanzo in vapore, Binario Illegale...
Marco Paolini, si sa, se non fosse lui, sarebbe... penso alla guida della Freccia Rossa, lanciato al chilometro del pensiero legale, curioso com'è! Ernesto Calzavara è il bizzarro viaggiatore che sa da dove parte, ma ignora la stazione d'arrivo, di Portogruaro scrive, ma confessa di non averla mai vista. E Carlo Collodi che c'entra? Non il suo Pinocchio entra in questa storia, ma un romanzetto singolare del 1856, trattato brillante, sul viaggio in treno, tra Firenze e Livorno.
Quando l'amico-socio del Fermodelclub, Mario Durante, mi suggerisce la lettura del minuetto collodiano, non immaginava certo di scatenare la mia fantasia che, puntuale, mi lancia sulle rotaie alla ricerca di cambi interessanti, volti ed ignoti collegamenti letterari. Il romanzetto è strampalato e ironico, quel tanto che basta per intravvedere nell'autore l'animo bischero del futuro Pinocchio, così da farmi pensare che, proprio giocando con le informazioni sul treno a vapore e i non meno vaporosi personaggi alle stazioni, abbia iniziato a tratteggiare il carrozzone di Mangiafuoco, la brigata dei furboni, i saggi e gli incoscienti, i buoni e i cattivi, le fate e gli imbroglioni, anime di ognuno di noi che aspettiamo, delusi, di sapere cosa ha fatto da grande il signor Pinocchio!
Gulp, avrei un'intuizione, ma me la tengo, lascio l'ipotesi all'attore-narratore-sognatore Paolini, incavolato nero per l'andazzo razzista sui nostri "lussuosi" Trenitalia! Ma stai tranquillo caro Marco, direbbe nonno Ernesto, recitando una bella poesia, in quel suo dialetto veneto elegante. Poi non è necessario sapere e capire proprio tutto "... mi no go mai visto Portogruaro, ma là 'desso de çerto tuto xe muto, se perde se sfanta, te incanta. Portogruaro gruaro gruaro..." (da Stazione di Mestre di Calzavara).
E quando Paolini recitava la poesia di Calzavara in Bestiario Veneto, ho pensato "Lo sposo!". L'ho pensato in lombardo! Ancora non si è capito il senso del trio? Sicuramente tre mie passioni, anche per il loro annusare le ferrate proprio come piace a me. Poi, a pensarci bene, Marco Paolini non avrebbe certo sognato di essere quello che è, se il suo babbo non lo avesse catapultato nel via vai delle ferrovie, e il Collodi, forse non avrebbe scritto di Pinocchio se non avesse prima riso e sorriso a 24 libbre di carbon Coke al miglio. Per non dire del caro poeta Ernesto Calzavara, che ha reso la strofa del verso, un lungo binario tra l'umanità errante del passato, volta alla scoperta di un futuro ad alta velocità.
Capite che carrozze di spessore... Paolini, Calzavara, Collodi, Paolini... tutum tu tutum tu...  
"... C'è ancora il rischio di incontrare qualcuno di interessante..." (da "Binario Illegale" di Marco Paolini)
"... Sue rotaie destirae par tera, coreva le rode contente de le so rotazion... Rode Sdentae" (da "Ombre sui Veri" di Ernesto Calzavara)
"... Questa formula, quasi per incanto, generò le macchine, il vapore e il telegrafo. I rimasti senza lavoro, cacciarono un grido di dolore: ma la società è un campo di battaglia, dove chi cade, cade..." (da "Un Romanzo in Vapore" di Carlo Collodi)
Biglietti prego e buon viaggio!



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